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Ambiguità


Giò aveva passato la giornata a sentire i rimbrotti dei suoi genitori, dei suoi fratelli, dei suoi vicini, dei paesani. Come il giorno prima, e quello prima ancora… ormai erano mesi che non gli davano requie: “Non è appropriato vestirsi così”, “Se il Signore ti ha fatto nascere in un modo non puoi essere altro, o per te non si apriranno le porte dei cieli”, “se persegui in questa tua follia, non troverai lavoro, non ti sposerai, troverai tutte le porte chiuse”. Come ogni giorno, Giò si recò nei campi al calar della sera, si sedette tra i fiori che pullulavano di vita, e scrutando l’orizzonte sognò un mondo dove ognuno fosse libero di essere se stesso.

 

 

 

Oggetto:

Senza titolo

Autore: Fabiola Di Fulvio

 

Luogo:
Museo Plebano, Agno

 

Volontari* TaM:
Lorenza Campana

 

su di noi:
28, 43

 

www.tim-tam.ch / www.mi-s.ch | Ambiguità, Museo Plebano, Agno